Da vedere

Piazza Costellazione

Inaugurata il 16 Aprile 2015, Piazza Costellazione è un’opera d’arte pubblica e permanente, un mosaico di 250 mila tessere di ceramica blu, a simbolizzare la volta celeste e la costellazione dell’Acquario, attraversate da una “via lattea”, composta da tasselli firmati da migliaia di visitatori di Expo ben visibile anche dall’alto e in notturna.. Un opera «opera collettiva e partecipata», disegnata dal professor Marco Pellizzola dell’Accademia di Belle Arti di Brera e realizzata con la collaborazione di 120 studenti dell’Accademia.

Migliaia, tra le piastrelle che compongono il mosaico, portano la firma di bambine e bambini, donne e uomini, cittadini e visitatori di EXPO 2015, che in questo modo hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.

Villa Burba Cornaggia Medici

Villa Burba Cornaggia Medici, meglio conosciuta come Villa Burba, è una villa di campagna rhodense. Ha una entrata principale su corso Europa, e una secondaria del parco, alla fine di via Papa Giovanni XXIII. La villa ha una tipica architettura lombarda risalente al XVII secolo; di particolare rilievo sono gli ornamenti tardo-barocchi, i balconi, i cancelli, le ringhiere in ferro battuto e il salone centrale. Nata come residenza di campagna, dopo una lunga serie di passaggi di proprietà, nel 1873 venne acquisita dalla famiglia Cornaggia Medici. Nel 1966 la proprietà passò al Comune che la sottopose ad un lungo restauro. Attualmente è utilizzata come sede della biblioteca e della mostra permanente Passato e presente. All’esterno della villa un parco con essenze pregiate è stato destinato ad utilizzo pubblico. Il parco è piuttosto ampio, caratterizzato dalla presenza di percorsi in ghiaia, molto piacevoli da percorrere. Qua e là nel parco è possibile vedere statue e busti di donne, soprattutto nei pressi dell’entrata secondaria, dove sono collocate delle zone gioco per bambini, panchine e tavoli in pietra. Nel parco sono presenti anche: un piccolo laghetto, fornito di tartarughe e tempo fa anche di anatre, e una vasca-fontana romana rettangolare poco profonda, con un fondale in sassi. La fontana, circondata da una struttura di panchine in granito, offre un clima di tranquillità; ed è spesso usata come luogo di ritrovo, da giovani e anziani.

Il Santuario dell'Addolorata

Il santuario presenta una pianta a croce latina, a navata unica con quattro cappelle per lato, con una lunghezza di 74 metri ed un transetto di 43 metri; queste misure lo rendono una delle più grosse basiliche della Lombardia. La cupola è alta 54 metri, il campanile 75 metri. La struttura ricalca sostanzialmente il progetto iniziale di Pellegrino Tibaldi, a parte la rinuncia al quadriportico che doveva essere eletto di fronte alla facciata.

La cupola, decorata da lesene binate in stile corinzio e da otto finestroni, fu progettata da Carlo Giuseppe Merlo e costruita fra il 1752 ed il 1764. La facciata è stata invece realizzata sul progetto neoclassico di Leopold Pollack, preferito ad altri di Carlo Benedetto Merlo e Luigi Cagnola; è ornata da due gigantesche statue di profeti e da bassorilievi neoclassici di Grazioso Rusca.

Nel piazzale del sagrato, davanti all’entrata del santuario e del Collegio degli Oblati, è stata eretto nel 1884 un monumento bronzeo a San Carlo, disegnata dallo scultore Francesco Barzaghi e realizzata dalla Fonderia Barigozzi.

Basilica di San Vittore

L’odierno tempio solenne in stile neoclassico fu eretto a partire dal 14 settembre 1834, su disegni degli architetti Besia ed Aluisetti. Il primo progetto segnava due torri campanari e alte circa 34 metri, ma nel 1889 si riscontrarono dei problemi di stabilità e si decise di abbattere quella di sinistra, mantenendo solamente quella a destra, che fu a sua volta proseguita dal Perucchetti fino a raggiungere l’altezza di 58,40 metri. Il pronao fu eretto, col semplice e severo altare, dall’architetto milanese Giacomo Moraglia nel 1852; i dipinti sono stati eseguiti da Beghè di Milano, sotto la direzione di don Moioli; le sedici vetrate sono opera di Cisterna di Roma, con l’esecuzione del pittore Giulio Cesare Giuliani, altre sono di Tevarotto di Milano. Alcuni quadri provengono dalla scuola del Luini; molte opere sono di Bosoni (Santa Teresa del Bambin Gesù, Via Crucis). La costruzione della chiesa come oggi compare, fu terminata in data 18 ottobre 1847 e l’edificio venne consacrato in una cerimonia presieduta dall’allora arcivescovo di Milano, monsignor Luigi Nazari di Calabiana.

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